{"id":6993,"date":"2025-02-28T12:10:47","date_gmt":"2025-02-28T11:10:47","guid":{"rendered":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/?p=6993"},"modified":"2025-03-04T12:31:46","modified_gmt":"2025-03-04T11:31:46","slug":"il-gusto-la-chiave-per-il-successo-degli-alimenti-plant-based-secondo-gli-esperti-del-settore-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/blog\/il-gusto-la-chiave-per-il-successo-degli-alimenti-plant-based-secondo-gli-esperti-del-settore-italiani\/","title":{"rendered":"Il gusto, la chiave per il successo degli alimenti plant-based, secondo gli esperti del settore italiani\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"page-header-side-image alignfull has-background has-gray-background-color\">\n\t\n\t<div class=\"page-header-side-image__wrap alignsemiwide\">\n\t\t\n\n<div class=\"page-header-side-image__content\">\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il gusto, la chiave per il successo degli alimenti plant-based, secondo gli esperti del settore italiani&nbsp;<strong><br><\/strong><\/strong><span id=\"docs-internal-guid-de46a312-7fff-5fab-630a-ef3a2136a0f3\" style=\"font-weight:normal\"><div><span style=\"font-size: 14pt;, sans-serif;background-color: transparent;font-weight: 700;vertical-align: baseline\"><\/span><span style=\"font-size: 15pt;, sans-serif;background-color: transparent;font-weight: 700;vertical-align: baseline\"><\/span><\/div><\/span><\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><a href=\"https:\/\/gfieurope.org\/team\/francesca-gallelli\/\">Francesca Gallelli<\/a>, Policy Manager&nbsp; per l\u2019Italia di GFI Europe, condivide le principali riflessioni emerse dal confronto con gli esperti del settore durante \u2018Alternative\u2019.<br><br><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"page-header-side-image__media\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1280\" height=\"960\" src=\"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/04\/Credit_Vegfather_plant-based-ham-on-pizza-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6053\" style=\"aspect-ratio:1.3333333333333333;object-fit:cover;width:549px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/04\/Credit_Vegfather_plant-based-ham-on-pizza-1.jpg 1280w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/04\/Credit_Vegfather_plant-based-ham-on-pizza-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/04\/Credit_Vegfather_plant-based-ham-on-pizza-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/04\/Credit_Vegfather_plant-based-ham-on-pizza-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/04\/Credit_Vegfather_plant-based-ham-on-pizza-1-437x328.jpg 437w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/04\/Credit_Vegfather_plant-based-ham-on-pizza-1-214x161.jpg 214w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/04\/Credit_Vegfather_plant-based-ham-on-pizza-1-800x600.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto da: Vegfather<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p>Diverse tematiche chiave accomunano le tante realt\u00e0 che, negli ultimi anni, sono entrate a far parte del settore delle alternative vegetali ai prodotti animali, un mercato che in Italia \u00e8 <a href=\"https:\/\/gfieurope.org\/it\/blog\/il-mercato-al-dettaglio-plant-based-in-italia-vale-641-milioni-di-euro-e-cresce-del-16-in-due-anni-i-dati-2021-2023\/\">cresciuto del 16% in due anni<\/a>, secondo i dati Circana analizzati dal Good Food Institute Europe. Quanto incide il gusto nel successo di un alimento plant-based? In che modo soluzioni innovative come la fermentazione di precisione possono migliorare la funzionalit\u00e0 e la scalabilit\u00e0 dei processi? Qual \u00e8 il ruolo dei governi nel sostenere l\u2019innovazione in questo settore? E cosa riserva il futuro, con un numero crescente di consumatori attenti alla salute?<\/p>\n\n\n\n<p>Queste e molte altre domande sono state al centro della tavola rotonda <em>\u201c<\/em><strong><em>Dalla Ricerca al Mercato: Opportunit\u00e0 e Sfide Industriali\u201d<\/em><\/strong>, moderata da GFI Europe, nell\u2019ambito di <a href=\"https:\/\/sgpa.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Alternative<\/em><\/strong><\/a>, l\u2019evento organizzato a febbraio da Italbiotec e Biotopics presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca. Un momento di confronto prezioso per analizzare le prospettive e le sfide del mondo plant-based <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/alimenti-vegetali-gia-500-brevetti-cresce-l-alleanza-ricerca-industria-AGEC9m4C\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">che come viene ricordato nell\u2019articolo dedicato all\u2019evento sul Sole24Ore<\/a> in Italia continua a crescere, stimolato soprattutto dalla ricerca che si sta svolgendo nelle universit\u00e0: l\u2019Italia detiene infatti il primato europeo per numero di ricercatori che si occupano di proteine alternative, secondo l\u2019<a href=\"https:\/\/gfieurope.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/State-of-the-European-Alternative-Protein-Research-Ecosystem_-publications-2019-2023_Final.pdf\">ultima analisi di GFI Europe<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dal boom delle startup alla sfida su gusto e parit\u00e0 di prezzo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Sharon Cittone, CEO e fondatrice di Edible Planet Ventures<\/strong>, apre il dibattito ripercorrendo le origini di quella che viene considerata la \u201cnuova generazione\u201d della carne plant-based, esplosa tra il 2015 e il 2022. Un\u2019ondata guidata inizialmente da startup pioniere con una forte missione etica e sostenibile, che ha poi attirato l\u2019attenzione di grandi aziende e venture capital. Tuttavia, nel 2022, il settore ha iniziato a vacillare di fronte a ostacoli come la carenza di infrastrutture per scalare la produzione, tassi d\u2019interesse sfavorevoli e ostacoli regolatori, come le battaglie sul <em>meat sounding<\/em>, specialmente in Europa. Ma secondo Sharon, parte della responsabilit\u00e0 ricade anche sul settore stesso, che si \u00e8 spesso posizionato in contrapposizione ai prodotti di origine animale, un approccio che ha favorito la polarizzazione anzich\u00e8 il dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune aziende, per\u00f2, hanno saputo imparare dagli errori di questa fase iniziale e adottare strategie pi\u00f9 efficaci. \u00c8 il caso di <strong>Planted<\/strong>, startup nata nel 2019 come spin-off del Politecnico di Zurigo, con un team di appena quattro dottorandi e che oggi conta 280 dipendenti (di cui oltre 60 in R&amp;D) ed \u00e8 presente in sette paesi. <strong>Massimiliano Nogheredo, Sales Manager<\/strong> per l\u2019Italia, racconta come il successo di Planted sia stato determinato dall\u2019intuizione di puntare su un\u2019etichetta <em>clean label<\/em>, mettendo sempre il gusto al primo posto e mantenendo la sostenibilit\u00e0 come pilastro. Creare il prodotto vegetale \u2018con l\u2019etichetta pi\u00f9 corta del mondo\u2019 era infatti il loro obiettivo, traguardo raggiunto con una ricetta di soli quattro ingredienti, che ha conquistato rapidamente i ristoranti locali e favorito la crescita su larga scala. \u201cA fare la differenza \u2013 spiega Massimiliano \u2013 sono stati diversi fattori: un\u2019etichetta semplice e pulita, l\u2019attenzione degli svizzeri per l\u2019ambiente e l\u2019orgoglio per un prodotto locale. Ma il punto chiave \u00e8 sempre stato il gusto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"771\" src=\"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_9bfa1242-1024x771.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6994\" srcset=\"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_9bfa1242-1024x771.jpg 1024w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_9bfa1242-300x226.jpg 300w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_9bfa1242-768x578.jpg 768w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_9bfa1242-1435x1080.jpg 1435w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_9bfa1242-437x329.jpg 437w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_9bfa1242-214x161.jpg 214w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_9bfa1242.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche <strong>Marco Santagiuliana, R&amp;D Manager e Lead Scientist di The Vegetarian Butcher<\/strong> \u2013 startup nata con la missione di creare un\u2019alternativa per gli amanti della carne \u2013 sottolinea l\u2019importanza del sapore, affiancato da salute e sostenibilit\u00e0 come driver fondamentali. Il focus nutrizionale sta per\u00f2 guadagnando sempre pi\u00f9 spazio, con crescente attenzione alla fortificazione e ai micronutrienti, in linea con l\u2019evoluzione della domanda dei consumatori. In quest\u2019ottica, The Vegetarian Butcher ha avviato una collaborazione con Every, azienda americana specializzata nella produzione di proteine dell\u2019uovo tramite fermentazione di precisione, da utilizzare al posto della metilcellulosa. \u201c\u00c8 un approccio promettente ma non privo di sfide \u2013 spiega Marco \u2013 sia per le barriere regolatorie in alcuni mercati, sia perch\u00e9 si tratta di un ingrediente nuovo che il consumatore deve conoscere e accettare. Senza contare le limitazioni per chi ha allergie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sergio Andreutti, Project Manager di Pre-Fer Bio<\/strong>, societ\u00e0 specializzata in servizi di ingegneria e consulenza per processi industriali biotecnologici, entra nel merito della <a href=\"https:\/\/gfieurope.org\/it\/fermentazione-di-precisione\/\">fermentazione di precisione<\/a>, una tecnologia che negli ultimi decenni ha trovato nuove applicazioni nel settore alimentare, con l\u2019obiettivo di produrre proteine in modo efficiente, garantendo stabilit\u00e0 di approvvigionamento e prezzi. \u201cPer una startup, gestire l\u2019intero processo fino al prodotto finale \u00e8 complesso. Il modello vincente oggi \u00e8 quello di aziende che producono proteine tramite fermentazione e stringono partnership con realt\u00e0 pi\u00f9 grandi per accelerare l\u2019ingresso sul mercato\u201d, spiega Sergio. La sfida principale? Raggiungere la parit\u00e0 di prezzo. \u201cLe aziende non pagheranno di pi\u00f9 per un ingrediente solo per ragioni etiche o per un mercato di nicchia. Alcune proteine, come leghemoglobina, lattoglobuline, ovoalbumina e lattoferrina, stanno avvicinandosi alla parit\u00e0 di prezzo. Per quelle del latte, invece, ci vorr\u00e0 ancora tempo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A portare la prospettiva della grande distribuzione \u00e8 <strong>Natasha Linhart, CEO di Atlante Srl<\/strong>, una delle prime aziende italiane di importazione e distribuzione a credere nel potenziale del plant-based. Natasha racconta come, oltre 30 anni fa, si sia battuta per portare nella grande distribuzione il latte vegetale, allora venduto solo in farmacia a prezzi proibitivi. \u201cMio figlio era allergico al latte animale, cos\u00ec ho fatto della parit\u00e0 di prezzo una missione, anche attraverso campagne per ridurre l\u2019IVA\u201d. Guardando al presente, Natasha riflette sulle tendenze attuali e sulla percezione dei consumatori, o meglio <em>fruitori<\/em>, come preferisce chiamarli per sottolineare il legame personale con il cibo. \u201cMolti temono i prodotti trasformati, ma non tutti i processi industriali sono uguali. Alcuni garantiscono etichette nutrizionalmente valide, mentre altri \u2013 come i prefritti \u2013 non sono ideali per la salute. Il plant-based deve uscire dal \u2018modello fast food\u2019, offrendo prodotti versatili che possano stimolare la creativit\u00e0 in cucina, anche per non sopprimere il legame emozionale con il cibo\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La strada da seguire: innovazione, sinergia e inclusivit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Cosa riserva il futuro al mondo plant-based? Secondo Sharon Cittone, le parole chiave sono sinergia \u2013 tra il mondo della ricerca e quello dell\u2019industria \u2013 e inclusivit\u00e0 nei confronti del settore agricolo, per rimettere al centro chi da sempre si occupa di produrre cibo. \u201cIl supporto dei governi \u00e8 fondamentale, sia per gli agricoltori che per aiutare le aziende a raggiungere la produzione su scala\u201d, sottolinea.<\/p>\n\n\n\n<p>Sergio Andreutti aggiunge che la fermentazione parte gi\u00e0 da un vantaggio in termini di sostenibilit\u00e0, grazie a minori emissioni e a un ridotto utilizzo di suolo e acqua, offrendo al contempo interessanti opportunit\u00e0 per il mondo agricolo. \u201cI microorganismi non sono schizzinosi: possono essere nutriti con sottoprodotti agricoli anzich\u00e9 con zuccheri o materie prime create ad hoc, promuovendo cos\u00ec l\u2019economia circolare. L&#8217;Italia ha una forza eccezionale nella filiera produttiva e, nonostante le resistenze culturali, grazie al suo <em>know-how <\/em>potrebbe ampliare la propria offerta diversificando anche tramite impianti di produzione gi\u00e0 esistenti e da riqualificare\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"771\" src=\"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_6bc1dc2b-1024x771.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6995\" srcset=\"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_6bc1dc2b-1024x771.jpg 1024w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_6bc1dc2b-300x226.jpg 300w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_6bc1dc2b-768x578.jpg 768w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_6bc1dc2b-1435x1080.jpg 1435w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_6bc1dc2b-437x329.jpg 437w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_6bc1dc2b-214x161.jpg 214w, https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2025\/02\/WhatsApp-Image-2025-02-25-at-18.45.31_6bc1dc2b.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Marco Santagiuliana sottolinea l\u2019importanza di investire in ricerca e sviluppo, non solo per superare le sfide legate alla consistenza dei prodotti vegetali, ma anche per esplorare nuove fonti proteiche come la fava e le proteine di piselli, evitando di dipendere esclusivamente dalla soia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il futuro del nostro sistema alimentare non pu\u00f2 che contemplare diversificazione e innovazione, e le proteine alternative possono essere un tassello chiave e complementare per costruire sistemi alimentari pi\u00f9 sostenibili, sicuri e accessibili. Per farlo, \u00e8 fondamentale unire forze e competenze: dalla ricerca all\u2019industria, dalle istituzioni al settore agricolo, il dialogo e la collaborazione saranno essenziali per trasformare il potenziale di queste soluzioni in un impatto concreto, a beneficio della societ\u00e0 e del pianeta.&nbsp;&nbsp; proteine alternative \u2013 ma i suoi straordinari successi meritano di essere celebrati a gran voce.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons alignfull is-horizontal is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-499968f5 wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button is-style-fill\"><a class=\"wp-block-button__link has-black-color has-yellow-background-color has-text-color has-background wp-element-button\" href=\"https:\/\/gfieurope.org\/donate\/\">Dona ora<\/a><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-button is-style-outline is-style-outline--1\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/gfieurope.org\/media\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Media<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesca Gallelli, Policy Manager  per l\u2019Italia di GFI Europe, condivide le principali riflessioni emerse dal confronto con gli esperti del settore durante \u2018Alternative\u2019.<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":6053,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"6366,5623,6552,6546,6868,6575","_relevanssi_noindex_reason":"","external_url":"","footnotes":""},"categories":[46,35,21],"tags":[114,222,223],"authors":[24],"production_platform":[197],"topic":[88,87],"class_list":["post-6993","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fermentazione","category-industria","category-proteine-vegetali","tag-fermentazione","tag-proteine-alternative","tag-proteine-vegetali","authors-carlotte-lucas","production_platform-cross-pillar","topic-gfi-europe","topic-industria","has-blocks"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6993","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6993"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6993\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7000,"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6993\/revisions\/7000"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6053"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6993"},{"taxonomy":"authors","embeddable":true,"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/authors?post=6993"},{"taxonomy":"production_platform","embeddable":true,"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/production_platform?post=6993"},{"taxonomy":"topic","embeddable":true,"href":"https:\/\/gfieurope.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/topic?post=6993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}