Carne coltivata e novel food: il regolamento UE sui nuovi alimenti
La prima richiesta di approvazione per un prodotto a base di carne coltivata nell’Unione Europea ha acceso i riflettori sul quadro normativo per i cosiddetti ‘novel food’.
La prima richiesta di approvazione per un prodotto a base di carne coltivata nell’Unione Europea ha acceso i riflettori sul quadro normativo per i cosiddetti ‘novel food’.
La start-up francese Gourmey ha presentato alle autorità di regolamentazione dell'UE una richiesta di autorizzazione per il suo foie gras coltivato, la prima richiesta di vendita di carne coltivata nell'Unione Europea.
Cresce la popolarità delle proteine vegetali e dei prodotti plant-based tra i consumatori e con essa le opportunità per gli agricoltori per la produzione delle materie prime necessarie.
Un nuovo studio rileva che il passaggio a proteine di origine vegetale, coltivate e derivate dalla fermentazione potrebbe ridurre la dipendenza dalle importazioni fino al 75% e sollecita i politici a supportare gli agricoltori nel cogliere le opportunità offerte dal settore.
Nel 2023 l’Italia ha introdotto il divieto di produzione e commercializzazione di carne coltivata, diventando il primo paese al mondo a vietare questo alimento, prima ancora che divenisse disponibile sul mercato nazionale ed europeo. Il provvedimento introduce anche delle significative limitazioni per le etichette dei prodotti vegetali, vietando l’utilizzo di nomi come ‘salame’ o ‘bistecca’.
In Austria, la carne coltivata è al centro di un acceso dibattito sia a livello federale che nei singoli Stati.
In seguito al mancato rispetto della procedura TRIS, la Commissione Europea ha chiuso la notifica italiana sul divieto di carne coltivata e di meat-sounding perché adottati prima della , valutazione europea.
Con l’approvazione finale della Camera dei Deputati sono diventati legge i divieti di produzione e commercializzazione di carne coltivata e il meat sounding per le carni vegetali, ovvero l’utilizzo di termini come “salame” o “bistecca” per prodotti a base di proteine vegetali. La legge prevede sanzioni da 10.000 a 60.000 euro per ogni violazione.
La recente relazione del Parlamento Europeo sulla EU Protein Strategy è un passo avanti verso una produzione e un consumo più sostenibili di proteine nell'Unione Europea.
In alcuni Paesi europei, il latte vegetale è soggetto a un’imposta sul valore aggiunto (IVA) significativamente più alta rispetto al latte animale, ma alcuni Stati stanno lavorando per garantire maggiore equità.